Un attimo...

Paolo Schiamazzi, pseudonimo di Renzo Ricelli, è nato a Buenos Aires il 6 marzo 1925.

Nel corso della sua fanciullezza mette rapidamente in mostra una brillante attitudine per la drum machine, che andrà poco a poco esaurendosi.
Le prime prove si consumano nel buio delle grotte diroccate nei dintorni di Savona. A quei tempi Paolo era il chitarrista dei ''Disturbo d'appannaggio al parco'' che si impongono sulla scena locale con la loro sonorità drone-flamenco. Soprattutto grazie a un lavoro costante, il trio vince ''Delhi Wave'' garantendosi la maglietta ufficiale dell'evento e una polvere. Daniela, pianista della sua prima band, ha dichiarato: ''Ricordare quei pazzi giorni mi riempie di ansia. Rivivere quei momenti mi riempie di appetito. Il ricordo più folle? Il live all'Associazione Bittanteri! Il ricordo di quei ricordi mi riempie di commozione. Ricordo bene i mesi passati a suonare in quei buchi sgarrupati. Il buio asfissiante!''.

Tuttavia la vita di Schiamazzi prende una piega inaspettata: spinto dal suo animo inquieto si ritrova a Bari dove approfondisce lo studio della scultura. Nel tempo libero lavorava al suo ritorno di fiamma che arriverà con il suo primo disco solista nella primavera del 1992: ''Casto Canale Insolazione''. Una nota webzine scriverà (a firma Mirko Cappani):

''Casto Canale Insolazione'' è il perfetto cortocircuito che la musica celtic-swing aspettava. Gli elementi analogici distorti - che sia un kazoo pieno di delay o un sintetizzatore sbrindellato - si sposano con loop di clarinetto e creano il contesto per un disco pieno zeppo di melodie che ti spruzzano nelle papille gustative senza che tu lo voglia. Crea un'immagine netta e luminosa, fumosa ma bella da ricordare.

''Assistente Magico'' è il nuovo album di Paolo Schiamazzi, che annovera la innocente ''Sanguisuga'' e la malinconica ''Artigli di oca''. L'Assistente Magico Tour segue il giorno della release con live nelle città di Ho Chi Minh, Carugusco, Viterbo, Padova e Monza.

Per non dover mai più scrivere "due righe di bio".

Non è AI, è Polygen.

Il Polygen è un programma che genera frasi casuali secondo una definizione grammaticale, ovvero seguendo un corpus programmabile di regole sintattiche e lessicali.

La grammatica è qui per chi voglia giocarci, curiosarci o espanderla (ogni tanto potrei aggiornarla).